CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MAGNO

E' la chiesa principale di Pontecosi, che ha come protettore l'omonimo Santo ma anticamente era intitolata a Santa Felicita[1]; anche nella vita pastorale seicentesca rimane il riferimento a questa antica dedicazione. Dalla descrizione contenuta nella visita pastorale risulta dotata di portale in pietra, soffitto in legno e pavimento di mattoni, negli altari laterali: a sinistra, come possiamo sempre vedere, c’era la tela dipinta a olio che rappresentava la B.V con il Bambino, SS.Francesco d’Assisi, Antonio Abate, i SS. Ansano e Sebastiano mentre a destra vi era una terracotta della B.V con il Bambino dentro una nicchia. Attualmente invece nel lato destro si può osservare una tela dipinta a olio della B.V del rosario con il Bambino, probabilmente questa dotazione è legata alla costituzione della confraternita del SS Rosario [2]. Inoltre già nel 1684 dietro all'altare c’era una nicchia che conteneva la statua in rilievo di San Magno e come ornamento su legno dipinto le figure di S.Felicita e S.Agata, come tutt'oggi possiamo osservare. Vi era anche nel XVII secolo il campanile, sicuramente non quello odierno, con due campane. Col passare del tempo la chiesa come il campanile sono stati restaurati più volte, soprattutto il tetto e la facciata. Qui vengono celebrate le messe nei giorni solenni.Recentemente tutta l'area che circonda la chiesa ed il campanile così come le cantine sono state egregiamente bonificate e portate a nuova vita dai volontari del Circolo Anspi di Pontecosi, che si sono impegnati nella realizzazione di un ascensore che a reso  agevole a tutti la visita e la partecipazioni ai riti religiosi. Queste aree ospitano oggi il centro socio-culturale San Magno e l'associazione "Il ritrovo di Roberta" oltre alle varie attività parrocchiali.

Chi era San Magno[3]

Magno era originario di Trani e visse nel III secolo; da ragazzo si convertì al Cristianesimo. Fu battezzato dal vescovo Redento e convinse anche il padre Apollonio a fare lo stesso. Divenuto vescovo di Trani, fu costretto alla fuga a causa delle persecuzioni contro i Cristiani. Si recò a Roma seguendo la Via Appia (la Regina viarum), per venerare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo. Durante il suo viaggio pastorale predicò il Vangelo in molte città del Lazio ed in particolare della Ciociaria, tra cui Anagni dove battezzò santa Secondina. I sicari incaricati della persecuzione dei Cristiani (ordinata dall'imperatore Valeriano) trovarono Magno presso la piccola chiesa dove in seguito fu eretta una badia a lui intitolata, nei pressi di Fondi. Essi bruciarono gli arredi sacri e come costume romano tentarono di costringere il vescovo ad abbandonare la religione cristiana e ad eseguire dei sacrifici in onore degli dei pagani. Magno chiese ed ottenne di pregare per l'ultima volta nella cappella e tre giorni dopo, quando i soldati arrivarono per prenderlo, lo trovarono morto ai piedi dell'altare. Lo seviziarono e lo decapitarono. Era il19 agosto dell'anno 251.Questa versione della sua vita però contrasta con quanto asserito nel Martirologio Romano che indica come luogo del martirio Fabreteria Vetere, l'attuale Ceccano.

[1] Da "http://www.archeogr.unisi.it/" "http://www.archeogr.unisi.it/"sappiamo che tale chiesa fu indicata in una bolla di papa Alessandro III del 1168, indirizzata a Jacopo pievano di Pieve Fosciana [2] Nell’archivio parrocchiale sono stati ritrovati atti che attestano al costituzione di tale confraternita. [3] Informazioni ricavate da "https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale"Sito curato dai volontari del Centro-Socio Culturale San Magno