PONTECOSI E LA SUA STORIA

Molti furono i nomi del nostro paese nelle varie epoche: Pontescossi, Pontecolfi, Pontegnosi, Ponticosi ed oggi Pontecosi. Questo nome si pensa derivi da un ponte a tre archi che attraversava il Serchio e che favorì l’incastellamento del paese ma del quale non si ha notizia né di quando fu costruito né di quando fu travolto dalle acque.[1]
Le prime fonti documentarie che si hanno su Pontecosi sono del 19 aprile  954: in uno scambio di beni fra il tale Fraolmo e il vescovo di Lucca Corrado rientra, infatti, un pezzo di terra in loco et finibus ubi dicitur Ponte Colsi, confinante da una parte con la strada (in via) e dall’altra con il Serchio (Fluvio Auserclo).[2] La presenza di tale nucleo in documenti altomedievali fa supporre una sua origine in età romana; fra l'altro si localizza non distante dal villaggio, prima etrusco poi romano, i cui resti archeologici sono emersi durante i lavori per la variante Pontardeto-zona industriale di Castelnuovo[3].
Durante il periodo medioevale sappiamo che Pontecosi era un castello, in seguito abbiamo poi due atti di vendita (rispettivamente del 1261 e del 1285) dai quali apprendiamo che sul castello di Pontecosi si estendevano i diritti dei Gherardindi il cui principale centro di potere era il castello delle Verrucole. Sicuramente dalla piccola roccaforte di Pontecosi, incombente sul corso del Serchio, controllavano il passaggio di uomini, merci e animali, esigendo tasse di pedaggio. [4]Come la maggior parte dei castelli di origine signorile della nostra zona anche Pontecosi decade sul finire del XIII secolo quando la Garfagnana subisce la conquista da parte della città di Lucca.[5]

Gli ultimi cent'anni

Gli ultimi cent’anni sono stati importanti per Pontecosi, nella prima metà del ‘900  si è avuto l’arrivo della ferrovia con la costruzione dei ponti che hanno cambiato per sempre il panorama del paese, la ristrutturazione del campanile della chiesa di San Magno come oggi lo vediamo, il forte terremoto del 1920 e la realizzazione del lago a scopi idroelettrici che oggi tanto amiamo e che rende Pontecosi così attraente e speciale. Il paese ha poi sopportato il peso delle guerre mondiali, in particolare della seconda guerra mondiale con i bombardamenti del 1944-45, che hanno causato vari morti e lasciato il loro segno nelle persone sopravvissute.
Pian piano i Pontecosini si sono ripresi, hanno ritrovato la gioia di stare insieme ed alle feste religiose come la festa della Madonna delle Grazie e del patrono, San Magno, si sono affiancate feste paesane di carattere laico, da quella del minestrone a quella sul lago che arriva ai giorni nostri.Alle soglie del 2000 il lungolago è stato bonificato e pian piano adibito a passeggiata, luogo di riposo, parco giochi e bocciofila.Nel 2003 a seguito dell'iscrizione a Forum Unesco, dal 24 al 28 Novembre abbiamo partecipato al seminario internazionale del Forum Unesco tenutosi a Tenerife presso l'università di La Laguna, per portare all'occhio di una platea internazionale altamente qualificata i nostri progetti, ciò che era stato fatto, le problematiche e i progetti futuri con loro riscontro fortemente positivo.Oggi i Volontari di Pontecosi sono impegnati nella promozione turistica del paese anche attraverso eventi socio-culturali.

[1] Tratto da Descrizione geografica storica economica della Garfagnana di Raffaello Raffaelli, 1879.
 [2]Giovannetti Lucia, L'incastellamento nell'alta valle del Serchio, tesi di laurea, università degli Studi di Pisa, A.A. 1997-98. -[3]http://www.segnidellauser.it/etruschidellamurella.
 [4] Giovannetti Lucia, L'incastellamento nell'alta valle del Serchio, tesi di laurea, università degli Studi di Pisa, A.A. 1997-98. - [5]