LA STATUA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

LE STATUE


La statua della Madonna e del Bambino è da sempre nella Chiesa della Madonna delle Grazie Pontecosi, a seguito del decreto del Vescovo di Massa Carlo Boiardi venne sostituita e riposta nella
Sacrestia dove è rimasta fino al 2015, anno del restauro e riesposizione. La Madonna, come molte altre in Garfagnana, è una statua lignea che risale al 1700[1]. Ad oggi non abbiamo documenti cartacei che attestino una donazione o precisino l’anno in cui la statua della Madonna fu posta nella chiesa della Madonna del Ponte. Possiamo però affermare che questa era presente anche prima della
metà del 1800 in quanto abbiamo ritrovato un quadretto ''Per Grazia Ricevuta'' che mostra l’occasione in cui si sarebbe verificata la grazia, datato 1858-9[2]; inoltre ne viene fatta una descrizione, catalogando anche gli oggetti che le appartengono, nella visita pastorale del 1873. Il vestito è riconducibile alla seconda metà del 1800, quindi probabilmente nel periodo in questione la statua
aveva un vestito diverso da quello che oggi possiamo ammirare nella teca. L’unica cosa che ne rimane è ciò che si presume sia la prima sottoveste che è inchiodato alla statua: non si tratta di
una veste raffinata ma di fattura semplice e povera.
La statua è composta da un busto
imbottito da fibre vegetali, ha braccia snodabili, piedi abbozzati in legno mentre le parti visibili, ossia le  mani e la testa, sono fatte di gesso poi dipinto. I capelli che vediamo sotto il velo sono veri, provenendo da una donazione della signora Sara Lunatici[3]: dopo aver fatto la prima comunione, nel 1912, sua madre Cristina Bertucci le tagliò la lunga treccia e ne fece una parrucca da donare alla madonna, in segno di grande devozione. Gesù Bambino invece è fatto interamente di gesso dipinto, posteriore alla
statua della Madonna che lo regge in braccia per mezzo di una staffa fissata sul busto.Grazie a varie fonti
orali possiamo anche affermare che nel 1900 le due statue, in particolare la Madonna, abbiano subito un
restauro. Si sostiene che questo fosse stato voluto e spesato dal Signor Michele Guidi[4].
Per ovvie ragioni attribuiamo questo restauro, di cui però non abbiamo
documenti scritti, ai primi trent’anni del 1900[5], inoltre in due foto d'epoca sono significative: la
prima riguarda una processione del 6 agosto del 1922 nella quale il volto della statua sembrerebbe più allungato e statico rispetto all'attuale, la seconda ritrae una processione in occasione delle Feste
delle Madonna del 1924 che vede invece protagonista laMadonna Addolorata esposta nell’omonima chiesina situata dentro il centro storico di Pontecosi. Questo dato potrebbe far collocare il
restauro proprio intorno al 1924: mancando la statua della Madonna del Ponte, i Pontecosini portarono in processione l’altra statua della Madonna. Infine ciò che fa pensare ad un restauro è anche il
riadattamento del vestito[6]: nella gonna il disegno del fiore è proprio tagliato di netto ed anche il nastro è di un colore leggermente diverso.

LE VESTI

La Madonnina possedeva vari vesti che venivano cambiate in base alle cerimonie dell’anno liturgico. Secondo le varie testimonianze, agli inizi del 1900, possedeva circa 5 vesti: alcune fatte di stoffa preziosa e arricchiti da ricami, altre più popolari[7].
Durante l’anno si alternavano i due abiti più belli: uno color avana, che la statua della Madonna indossava per la maggior parte dell’anno e probabilmente donato da Signori di Pontecosi, emigrati in 
Inghilterra ma fortemente devoti alla Madonna del Ponte, mentre il più ricco, il vestito delle cerimonie ricamato con filo d’oro, fatto e donato dalle Signore Pelliccioni Marrazzini[8]. Anche a seguito della 
grande piena dell’ agosto del 1965 oggi rimangono solo tre di questi abiti, in particolare il capolavoro delle Signore Pelliccioni Marrazzini che può risalire addirittura al XIX secolo completo di velo anch'esso ricamato e scarpine sicuramente posteriori rispetto all'abito[9].
Invece dell’altro vestito ci rimane solo la parte superiore; ne abbiamo un terzo bianco, entrambi di tempi più recenti. 
Merita però soffermarsi sulle Signore Pelliccioni Marrazzini: Susanna e Lucrezia. Da sempre considerate Pie donne perché caritatevoli verso il prossimo soprattutto i poveri e i sofferenti[10], fecero molto anche per la chiesa e sfruttarono le loro egregie capacità di ricamo sia per 
cucire vari paramenti liturgici sia appunto il vestito della statua della Madonna e di Gesù Bambino. 
Inoltre, proprio perché attribuibile a loro, si può sostenere che il vestito sia stato fatto e donato intorno 
agli anni 70-80 del 1800[11]. In molti potrebbero pensare che sotto il vestito della Madonna si trovi la statua lignea, in realtà ci sono varie sottovesti e corpetti, che rispecchiano il modo di vestire delle 
donne dell’epoca. Nella maggior parte dei casi si tratta di vesti delle comunioni o sottovesti di bambine, che venivano arricchite di un nastrino o una trina e donate poi alla Madonna[12]. 
Infatti spesso sono adattate alla statua ma non corrispondono alle sue reali dimensioni, ne abbiamo, per esempio, una più corta e una leggermente più grande. Purtroppo non sappiamo attribuire tali vesti a persone specifiche, in quanto non sono presenti ricami o cifre che rimandino ad una persona o ad una famiglia particolare, ed 
anche le signore che vestivano la madonna non ne sanno con certezza la provenienza.
Sul capo della statua è presente una corona che fa coppia con quella di Gesù Bambino, di metallo non prezioso di cui però non abbiamo notizie ma che sembra riadattata alla statua e non originale[13] sappiamo però grazie alla visita pastorale del 1857 che in quel periodo le due statue già avevano le attuali corone.

[1] Come emerge da un esame visivo del Prof. Lorenzo Carletti, storico dell'arte.
[2]Inoltre come affermeremo in seguito il vestito è riconducibile alla seconda metà del 1800, quindi probabilmente nel periodo in questione la statua aveva un vestito diverso da quello che oggi possiamo ammirare nella teca. L’unica cosa che ne rimane è ciò che si presume sia la prima sottoveste che è inchiodato alla statua: non si tratta di una veste raffinata ma di fattura semplice e povera.
[3]Come ricordano la nipote Elisabetta Grandini classe 1964 e le figlie Anna classe 1936 e Rosina Rocchiccioli classe 1940.
[4] Testimonianza di Raffaello Guidi classe 1927.
[5] Sappiamo infatti che il Signor Michele Guidi, abile artigiano, morì nel 1937 ed anche il figlio Giulio Guidi, come il padre scultore ed artigiano, con tutta la famiglia eccetto la moglie, morì sotto i bombardamenti della seconda guerra 
mondiale. Tutto questo pone il restauro prima del conflitto.
[6]Osservazione di Cristiana Omarini.
[7]Testimoninze di Andreina Bertucci, Maria e Albina Bacci.
[8] L’attribuzione di tale abito alle Pie donne è testimonianza di tutti gli anziani di Pontecosi che si ricordano che queste signore avevano fatto opere di carità ed erano donne di chiesa oltre ad avere una spiccata capacità nel ricamo, soprattutto col filo d’oro.
[9] Osservazione di Cristiana Omarini, sarta che ha ricucito, rilevato, ridipinto tutti i vestiti della Madonna e notato che il ricamo sulle scarpe è fatto a macchina e non combacia con il ricamo floreale del vestito che al contrario fu eseguito interamente a mano.
[10]Come ricorda la Signora Rosina Rocchiccioli.
[11]Sappiamo le varie date di nascita delle signore Pelliccioni Marrazzini, e possiamo immaginare che per avere una capacità di ricamo ci volesse un buon esercizio oltre a sapere che l’ancora che conteneva la statua venne fatta costruire (come già scritto) dai signori Pelliccioni 
nel 1889. Tutto ciò depone a favore di una datazione alla seconda metà del 1800 per il vestito in oggetto.
[12] Pratica comune, come ricorda la signora Maria Bacci classe 1929.
[13]Osservazione di Jessica Omarini che si è occupata del restauro ed ha notato varie risaldature ed una giunta sulla corona della Madonna che fanno pensare ad un riadattamento alla testa della statua.